La Direzione Sanità, Welfare e Coesione Sociale della Regione Toscana, l’Azienda Usl Toscana Nord Ovest, la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e la Fondazione per la Coesione Sociale hanno siglato questa mattina (lunedì 28 settembre) una lettera di intenti dalla durata di tre anni per rafforzare i percorsi di welfare culturale e di prescrizione sociale attivati negli ultimi tre anni sul territorio della provincia di Lucca.
La firma è avvenuta durante il convegno “Bella lì. La cultura che cura” che si è svolto nella Cappella Guinigi di San Francesco e che ha visto la partecipazione di enti e organizzazioni che promuovono e mettono in pratica progetti culturali per le persone vulnerabili e fragili. Progetti e attività rivolti a chi sta affrontando una malattia o ha intrapreso un percorso di cura, capaci di offrire un importante beneficio e di favorire il miglioramento della qualità delle relazioni.
Quattro gli obiettivi individuati dalla lettera di intenti: supportare, rafforzare e accompagnare il progetto Bella lì con il coinvolgimento di tutti gli attori; riconoscere il catalogo culturale digitale, la web app Bella lì, creata all’interno del percorso di prescrizione sociale; sostenere finanziariamente con i bandi della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca percorsi di welfare culturale per il prossimo triennio; inserire, da parte della Regione Toscana, all’interno del gruppo di lavoro “Umanizzazione delle cure e prescrizione sociale”, un rappresentante della sperimentazione “Bella lì! La cultura che cura”, al fine di portare l’esperienza della best practice lucchese nella configurazione di un nuovo modello di umanizzazione delle cure sociosanitarie.
“La lettera di intenti che ci troviamo oggi a firmare – dichiara Massimo Marsili, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca – da un lato rappresenta il riconoscimento dell’efficacia e della concretezza delle azioni poste in essere attraverso le attività di welfare culturale e di comunità, dall’altro costituisce il punto di partenza per dare struttura e stabilità a una prassi operativa che risulta di per sé già virtuosa. In questa progettualità il ruolo della Fondazione è stato certamente quello di individuare le risorse per portare avanti gli interventi, ma anche quello di mente pensante a fianco della Fondazione per la coesione sociale, in un percorso che ci ha visti, come sempre, in posizione sussidiaria e integrativa rispetto alle istituzioni. Fondamentale è stato di certo lavorare sulle precondizioni: ovvero, favorire la comunicazione e la relazione tra tutti i soggetti, al fine di creare una rete di collaborazione avvenuta sulla base di un’idea concreta di restituzione di valori sociale. Colgo l’occasione per ringraziare coloro che hanno permesso tutto questo: è stato un percorso emozionante in cui poter finalmente dimostrare che la cultura non è solo creatività, ricerca, sviluppo e formazione, ma anche, cura e occasione di benessere.”
“La giornata di oggi – prosegue la Presidente della Fondazione per la Coesione Sociale Lucia Corrieri Puliti – rappresenta un punto di incontro di un lavoro che va avanti da oltre tre anni intorno al welfare di comunità a vocazione culturale. Un tema che per noi è divenuto una cornice di significato fondamentale, uno strumento di lavoro importante e risolutivo. L’obiettivo che ci siamo dati è stato collegare in modo efficace due mondi: quello della cultura e quello del sociale e fare in modo che reciprocamente si dessero nuove energie, con la convinzione che la frequentazione della bellezza e un accesso ricco al patrimonio culturale siano fondamentali per la salute e il benessere della comunità”.
La responsabile dell’unità funzionale Cure primarie della Zona distretto Piana di Lucca Valeria Massei ha sottolineato come l’esperienza sia positiva e abbia già riguardato due zone distretto: la Valle del Serchio e la Piana di Lucca. “Si è focalizzata – ha dichiarato –soprattutto sui bambini e gli adolescenti che sono più a rischio fragilità. Si tratta di due progetti sperimentali con esperienze significative. La prescrizione sociale è complementare alla prescrizione sanitaria e non si sostituisce, va pensata come qualcosa di innovativo in quanto i medici non sono abituati a prescrivere qualcosa che significa cultura”.
Per la Regione è intervenuto al convegno e alla firma della lettera d’intenti Alberto Zanobini dirigente del settore inclusione sociale e integrazione sociosanitaria.
Una web app per promuovere la cura
La web app prevede una parte pubblica consultabile da tutta la comunità: cittadini, operatori sociali e sanitari, destinatari delle attività, i familiari dei destinatari e più in generale i caregiver, dove è possibile accedere al catalogo dell’offerta di welfare culturale, conoscere i dettagli delle attività e degli enti che producono l’offerta stessa. Ad oggi, la web app segnala i servizi attivi nella Piana di Lucca, ma è già stata predisposta per ospitare quelli attivi nella Valle del Serchio e in Versilia. Oltre al catalogo delle attività sono descritti i bisogni oggetto della prescrizione sociale, il cui percorso è stato pensato per essere il più rapido possibile, attuabile con poche operazioni e destinato raccogliere solo le informazioni necessarie per consentire il collegamento tra chi individua il bisogno e chi accompagna la persona. Tramite la web app il professionista sanitario invia all’operatore di collegamento (il “link worker”) un avviso che rimanda alla consultazione riservata. Il link worker verifica poi interessi, eventuali peculiarità e condizioni di partecipazione del paziente alle attività dell’associazione.
I progetti di welfare culturale sostenuti
Durante il convegno sono stati illustrati alcuni progetti sostenuti dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e dalla Fondazione per la Coesione Sociale dal 2024, una pluralità di interventi sostenuti dai due bandi “Bella lì. La cultura che cura”, nel 2024 e nel 2025, per sperimentare l’integrazione tra valorizzazione culturale, inclusione e salute della persona con un finanziamento complessivo di 260.000 euro. I bandi sono stati preceduti nel 2024 da un cantiere formativo diretto dal professor Carlo Andorlini a cui hanno partecipato 113 persone provenienti da 27 enti culturali, 37 enti sociali/sociosanitari e 8 istituzioni pubbliche. Il primo bando ha visto il finanziamento di 7 progetti con un coinvolgimento di 70 organizzazioni – tra cui 12 enti pubblici – e 300 beneficiari diretti. A realizzare gli interventi sono stati diversi enti della provincia in partenariato con altre realtà: l’Associazione Culturale QuattroquArti con “Affido culturale per il benessere della persona“, Policardia Teatro in Versilia con la prima edizione del progetto “Giocando si impara… la cura, la bellezza, la creatività” e la seconda “Ben…Essere in Rete“; il Centro Culturale del Compitese con due edizioni: “Street kids. Dentro i luoghi comuni” e “Forme di mondo. Percorso d’arte per conoscere, creare, raccontarsi“; l’Associazione Musicale Lucchese con “Perché ci vuole orecchio. Musica alla Casina Rossa”; Fita Lucca con “FARECultura#Benecomune: la Comunità delle Molteplici Arti”; l’Arcidiocesi di Lucca con due edizioni del progetto “Cultura libera tutti“; Il Circo e la Luna con due edizioni “Multicultum” nella Valle del Serchio.
La pubblicazione che racconta il welfare culturale
Durante il convegno è stata anche presentata e diffusa la pubblicazione “Bella lì. Una lettura partecipata della sperimentazione lucchese di welfare culturale e prescrizione sociale” realizzata dalla Fondazione per la Coesione Sociale in collaborazione con il Centro di Ricerca Maria Eletta Martini per la collana “Tracce” dedicata al racconto di esperienze interessanti nel campo dell’amministrazione condivisa e del terzo settore. La pubblicazione è suddivisa in tre parti: l’esperienza sperimentale del welfare culturale nella provincia di Lucca, una prima valutazione sugli esiti della sperimentazione e gli scenari futuri. È consultabile e scaricabile gratuitamente a questo link:
inserita da Acri (Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio) e da Assifero (Associazione Italiana Fondazioni e Enti Filantropici) tra i 150 progetti italiani raccontati nella campagna “Chi ben comincia. La comunità che previene”, promossa per la Giornata europea delle Fondazioni che si celebra il 1° ottobre.