La Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca (FCRL) riafferma il suo impegno nel sociale: il progetto “Agri-care: l’agricoltura si prende cura di noi” sta proseguendo con successo, consolidando e ampliando la sua offerta di percorsi innovativi. Con un finanziamento diretto la Fondazione ha assicurato la continuità di alcune cruciali iniziative di agricoltura sociale, che avrebbero rischiato l’interruzione in assenza di finanziamenti regionali, previsti solo dal prossimo anno, e in continuità con i progetti sostenuti nel 2023 e 2024 da fondi regionali. Il progetto, presentato lo scorso marzo in San Micheletto, continua a coinvolgere oltre 300 utenti offrendo loro servizi a forte valenza sociale in contesti innovativi.
L’iniziativa mira a consolidare e potenziare l’offerta di percorsi di inclusione sociale e lavorativa, formazione e cura sul territorio lucchese. Allo stesso tempo, si propone di valorizzare l’agricoltura sociale come strumento di innovazione e sviluppo territoriale, rafforzando la creazione di una rete permanente che abbraccia la Piana di Lucca, la Valle del Serchio, la Garfagnana e la Versilia.
La Fondazione CRL ha reiterato la sua convinzione nel progetto, il cui slogan distintivo è “l’agricoltura che cura”. L’attenzione si concentra sulla sostenibilità declinata su tre fronti: lavoro, coesione sociale e ambiente. Per la FCRL, Agri-care rappresenta una grande opportunità per fornire nuovi strumenti al mondo agroalimentare e promuovere una visione innovativa di questa filiera essenziale per il nostro territorio, portando avanti una progettualità già avviata negli anni precedenti.
Le aziende che hanno aderito al progetto sono numerose e impegnate da tempo nel sociale: Agricola Carraia, Podere ai Biagi, Versilgreen, Consorzio Villa Basilica, Azienda agricola Le Lame, Azienda agricola Il Corniolo, Azienda agricola Pieve S.Stefano, Azienda agricola Spinori, Miele Marlin, Nicobio, Coop. Agricola Alle Camelie, Coop. Calafata e Fattoria Millefiori.
Molte le attività messe in campo, che vanno dall’inserimento lavorativo di persone con fragilità, di sensibilizzazione per i cittadini con eventi mirati, pet therapy, attività di orticoltura, eventi artistici, bosco terapia, didattica agricola, percorsi di ergoterapia e di attività di cura ed educazione attraverso laboratori, attività didattiche e di accoglienza dei bambini.
La Fondazione per la Coesione Sociale (FCS), ente di scopo della FCRL, continua a svolgere un ruolo multifunzionale e cruciale nel progetto. Come evidenziato dalla sua presidente, Lucia Corrieri Puliti, la FCS fornisce supporto al coordinamento generale, si occupa della comunicazione unitaria e monitora e valuta gli esiti generati.
La presidente Corrieri Puliti ha ribadito l’importanza di dare continuità a questo progetto, con l’obiettivo di renderlo “sostenibile e soprattutto duraturo nel tempo”. Questi compiti sono considerati “necessari per dare sostenibilità ad un intervento che dà un grande valore inclusivo all’agricoltura del nostro territorio”.
L’agricoltura sociale lucchese ha dimostrato negli anni di essere in grado di creare sinergie sul territorio e di offrire spazi e percorsi di prossimità in grado di rispondere agli aumentati e diversificati bisogni della comunità, generando un impatto positivo nella società.
Il modello lucchese è diventato un caso studio attenzionato da Filiera Futura per le Fondazioni di origine bancaria che intendano stimolare la creazione di reti rurali e di welfare innovativo nei propri territori. La rete di agricoltura sociale della provincia di Lucca ha già sviluppato un ampio sistema di esperienze e di rapporti che le permettono di proseguire nello sviluppo del percorso, e grazie al progetto “Agri-care: l’agricoltura si prende cura di noi”, essa continua a rafforzare la creazione di una rete permanente.